Nel recensire i migliori ristoranti di Roma non possiamo risparmiarvi questa piccolissima trattoria, dove è ancora possibile gustare i migliori piatti della cucina tradizionale giudaico-romana di una volta. Atmosfera inclusa. Il tempo da Sora Margherita sembra essersi fermato, e l’ambiente suggestivo e casereccio ricorda molto da vicino le vecchie osterie romane.
L’ingresso della trattoria è una porticina molto discreta e senza insegna, situata nel cuore del ghetto ebraico di Roma. Per trovare il posto potrebbe essere necessario chiedere nei dintorni, o cercare piccoli assembramenti di folla.
Una volta entrati ci si rende conto che il locale è veramente piccolo: solo 35 coperti, con i tavoli veramente incastrati, ma l’atmosfera di genuinità che vi regna rende il tutto molto pittoresco.
Il menù, scritto a pennarello su carta alimentare, include mediamente 5 o sei primi, tutto rigorosamente “fatto in casa”: dal pane ai semplici contorni, tra i quali il must è indubbiamente il “carciofo alla giudea”. Si tratta di un carciofo rovesciato e fritto, che diventa particolarmente croccante e va mangiato petalo per petalo.
Tra i primi assolutamente da provare le fettuccine cacio e pepe e gli agnolotti, mentre tra i secondi segnaliamo la parmigiana, l’abbacchio alla cacciatora, il baccalà, le salsicce di manzo alla piastra o le polpette al sugo aromatizzate. Il vino, bianco o rosso, è rigorosamente “della casa”. Sulle pareti del ristorante campeggiano i bei quadri del pittore Mauro Ziroli.