Autentico gioiello dell’architettura romana, il Pantheon domina con la sua mole monolitica Piazza della Rotonda, nel cuore barocco del centro storico.
L’edificio era anticamente un tempio, e la scelta del luogo di costruzione non fu casuale. Si tratta infatti dell’antica area di Campo Marzio, dove la leggenda colloca l’ascesa di Romolo, il fondatore di Roma, al cielo.
La prima struttura era un tempietto quadrato dedicato a tutti gli dei (Pantheon in greco deriva da pan theon, “a tutti gli dei”), ristrutturato dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 128 con l’aggiunta di una enorme cupola in calcestruzzo.L’imperatore volle aggiungere sulla facciata un’iscrizione che sottolineava i meriti del fondatore, il console Marco Agrippa. Nel 609 l’edificio fu donato a papa Bonifacio IV dall’imperatore Foca, e trasformato di conseguenza in una chiesa. Da qui la denominazione di Santa Maria ad Martyres, e la perfetta conservazione dell’edificio nel corso dei secoli.
Al visitatore che oggi entra in Piazza della Rotonda il Pantheon appare come un enorme edificio la cui cupola raggiunge i 43,4 metri d’altezza. L’ingresso è da un grosso portone in bronzo, preceduto da un porticato con 16 colonne monolitiche in granito, alte 14 metri. La pianta dell’interno è circolare, e rivela tutta la perizia tecnica nella costruzione dell’enorme cupola a cassettoni. La sommità della cupola è un’apertura, l’oculus, dalla quale penetra la luce creando suggestivi effetti che ne esaltano la magnificenza.
In caso di pioggia, l’acqua che penetra dalla sommità è incanalata in alcuni fori presenti sul pavimento, leggermente convesso. Il Pantheon ospita oggi diverse opere d’arte e dal 1870 le sepolture dei reali d’Italia, oltre a quelle dei pittori Annibale Carracci e Raffaello Sanzio. La sua cupola in muratura è a tutti gli effetti la più grande nella storia dell’architettura.